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DISCOURS DE PAUL VI
AUX EQUIPES NATIONALES POUR LES XX° JEUX OLYMPIQUES

              12 Octobre 1968         

      Si vavviva la speranza di generale cooperazione

La nostra soddisfazione è profonda, sentendoci in mezo a voi, giovani atleti che vi disponete a inaugurare la XIX Olimpiade nella Città del Messico, precisamente nel giorno che ricorda il primo incontro tra Vecchio e Nuovo Mondo.

México : la antica Tenochtitlàn, i cui templi e monumenti il visitatore ammira assorto. Quanto opportunamente gli organissatori hanno riportato nel logo di questa Olimpiade il Calendario Azteco che, ornato con i colori della bandiera nazionale, proclama il Messico Capitale del Mondo durante questi eventi sportivi.

Dodici ottobee : oggi le Nazioni americane ricordano che quel giorno dell'anno del Signore 1492 segna la nascita di una nuova era nella storia.

a vi è un'altra circostanza singolare : per la prima volta l'America Latina offre la sede per una Olimpiade, includendo nel suo programma diversi appuntamenti culturali. IN questa maniera, atleti e accompagnatori porteranno con sé un ricordo incancellabile quando torneranno nei propri Paesi.

Il nostro Ministero Apostolico non è indifferente a queste nobilissime manifestazioni. Da quando si snon riprese, nel 1896, la Chiesa le stimola, offrendo la luce dei suoi orientamenti. Così hanno fatto Pio XII in occasione della XVI Olimpiade di Melbourne, Giovanni XXIII con quella di Roma, e Noi in occasione dei Giochi Invernali di Grenoble.

Innazitutto desideriamo esprimere la nostra compiacenza constatando che una selezionata porzione della gioventù di tutto il mondo partecipa a competizioni che richiedono preparazione e arduo allenamento. Fra poche ore darete prova di questo, spronati da un alto ideale. E vero : ci saranno vincitori e sconfitti. Ma l'importante non è vincere, l'importante è essere presenti e competere. Così proclamava il barone de Coubertin, restauratore dei Giochi Olimpici. Avrete l'occasione di dimostrare la vostra nobiltà d'animo esibendo un " fair play " - un gioco pulito - accettando le decisioni di arbitri e giudici di gara e stringendo le mani al vincitore : questa è la vera vittoria.

Voi riempite il Nostro cuore di una grande speranza. I problemi che angosciano il nostro tempo, come potrebbero, infatti risolversi senza nobiltà d'animo ?, senza valore ?, senza altruismo ? Provenite da tanti Paesi, rappresentate tanti ambienti e culture diverse, ma vi unisce un medesimo ideale : unire tutti gli uomini con l'amicizia, la comprenzione e la stima reciproca. Questo dimostra che la vostra meta finale è qualcosa di più elevato : la Pace Universale. Il vostro compito è quello di contribuire affinché i campi di battaglia siano costituiti da campi di gara e all'odio subentri l'amore.

Concludiamo le Nostre parole affidandovi un messaggio : tornando nelle vostre rispettive nazioni, annunciate che la pace è possibile e fattibile ; proclamate che le vostre competizioni hanno realizzato questo prodigio. I cinque anelli - emblema ufficiale delle Olimpiadi - non simbolizzano forse la fraterna convivenza delle razze che abitano i cinque continenti ? Giovani atleti che Ci ascoltate in Messico, giovani che prestate orecchio alla Nostra voce in tutto il mondo : siate messaggeri, siate evangelizzatori, siate apostoli della pace ! Mentre fromuliano i più ferventi voti per il felice successo di queste Olimpiadi, salutiamo rispettosamente le autorità della nazione messicana, i membri del Comitato Olimpico Internazionale e di quello messicano, le autorità religiose che hanno predisposto un servizio speciale per i visitatori e su tutti invochiamo le più copiose benedizioni del cielo.