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DISCOURS DE PAUL VI
A LA PRIER MARIALE : POUR LES XX° JEUX OLYMPIQUES

              13 Octobre 1968         

      Auspici di leale e fraterna convivenza tra i popoli

Oggi l'attenzione del mondo è rivolta all'apertura dei Giochi Olimpici, a Città del Messico. Anche la Nostra, perciò. Abbiamo Noi pure inviato un Nostro messaggio du saluto e di augurio, prendendo lo spunto dal fatto che questa inaugurazione avviene esattamente il 12 ottobre, nel giorno commemorativo nel quale Cristoforo Colombo, nel 1492, avvistò la prima terra americana, da lui subito insignita del nome di San Salvador, celebrando così il primo incontro tra il vecchio e il nuovo mondo.

Abbiamo anche Noi applaudito a questo avvenimento sportivo, lieti di sapere ch'esso include nei suoi programmi anche alcune significative manifestazioni culturali. Ci è stato facile ricordare come la Chiesa, specialmente per la voce di Nostri Predecessori, come per la Nostra stessa alle Olimpiadi invernali di Grenoble, apprezzi questi ludi sportivi per l'educazione fisica, alla quale danno tanto impulso, per il loro carattere competitivo che ha grande presa nell'interesse della gioventù e dell'opinione pubblica, per l'educazione robusta, leale e gentile ch'essi esigono e sviluppano, per le relazioni alichevoli fra i popoli, delle quali essi sono promotori, e per l'ispirazione classica ed umanistica, da cui essi traggono pensieri e stile.

Abbiamo perciò mandato una Nostra cordiale parola augurale, esprimendo anche una Nostra ovvia esortaziona, quella che non siano trascurate la stima e la conquista dei valori spirituali in connessione con quelli delle energie fisiche, affinché la perfezione dell'uomo, che dallo sport acquista una sua virtù corporale, e una sua atletica bellezza, non sia arrestato nella sua ascensione alla perfezione superiore e integrale, secondo l'entica sentenza : mens sana in corpore sano.

Anzi Noi abbiamo espresso il voto che questo incontro di così bella e numeroza gioventù valga a diffondere la pacifica e leale convivenza fra i popoli, ed abbiamo esortato quanti interverranno alle Olimpiadi, ritornando nei loro rispettivi Paesi, farsi messaggeri di fraternità e di pace.

Pare a Noi che questa visione e questa speranza possano oggi ispirare la nostra festiva preghiera.